Nazionale

Sono il capitano della Nazionale. Sono il 9 della Nazionale e sono fiera di indossare la maglia azzurra.

Quando indosso la maglia dell’Italia porto con me un’intera Nazione, un popolo e un territorio stupendi. Quando all’inizio di ogni gara suona l’inno di Mameli, ancora oggi dopo 179 presenze, mi vengono i brividi, mi chiudo in me stessa e penso a tutte le giocatrici che sognano di stare al mio posto e grazie a loro trovo sempre la forza per fare qualche gol.

 

L’esordio in Nazionale bagnato dal gol

Avevo 19 anni, giocavo nella Lazio in serie A, mi sembrava già di vivere un sogno, eppure quello era solo l’inizio.

Partita di qualificazione agli Europei a Mestre, Italia- Portogallo, il mister Guenza decide di farmi esordire dal primo minuto. Lo ripago con un gol di testa dopo soli 5 minuti di gioco, la partita finisce con una vittoria per 4-1 e la Nazionale diventa per me una costante.

Ho partecipato a 4 Europei e un Mondiale, conquistando solo una medaglia d’argento nel 1997 nella finale contro la Germania.

I trofei internazionali sono quel tassello che prima o poi metterò.

Ho realizzato 98 reti con la maglia azzurra, raggiungere il 100° gol sarebbe bellissimo, ma ottenere un trofeo internazionale lo sarebbe ancora di più.

 

Oneri e onori

Sono diventata Capitano della Nazionale e questo comporta più responsabilità, prima ero una giocatrice molto più istintiva e spesso prendevo cartellini rossi lasciando la mia squadra in 10. Può succedere di innervosirsi in campo ma cercare di mantenere la calma e la lucidità non è sintomo di debolezza al contrario, è con la mente lucida che si fanno le migliori giocate.

Rappresentare la squadra richiede impegno e fatica, il sacrificio è sempre all’ennesima potenza e nonostante ciò sono fiera di quello che sto facendo. Agli ultimi Europei in Svezia non mi sono piaciuta molto, ho lottato tanto alla ricerca di palloni puliti, alla ricerca di varchi importanti e di un guizzo vincente, in alcune circostanze la riuscita è stata buona in altre nulla, ma quel grandissimo impegno e sacrificio che ci ho messo non lo cambierei con altro, è questa la caratteristica che più mi contraddistingue dalle altre giocatrici. In molti avete pensato che si poteva fare di più, anche io l’ho pensato ma non è sempre facile, delle volte devi fare i conti con gli avversari, più bravi di te, o più in forma di te, o più motivati di te, e allora devi moltiplicare le forze, fisiche e nervose ma ti accorgi che non c’è niente da fare, delle volte devi solo stringere la mano agli avversari e fare loro i complimenti, ma non prima di aver sudato, lottato, tribolato per la mitica maglia azzurra .